
Silvio Berlusconi ha perso le elezioni, per pochissimi voti, ma ha comunque perso...perche' continua a non accettare la sconfitta??Paura di sparire?PAura di non essere piu' al centro della attenzione??Questo suo comportamento e' altamente controproducente per la sua immagine, il nostro ex presidente del consiglio, dovrebbe accettare il verdetto popolare, mettersi a fare l'opposizione e vedere gli sviluppi......basta con queste storie
ANCORA MORTE IN EGITTO
Dopo l'audio di Osama Bin Laden...con l'apertura ad Hamas e la continua crociata contro cristiani ed Ebrei, ecco un nuovo attentato di nuovo in Egitto e di nuovo in una localita' affollata di turisti....non come SHARM, ma comunque visitata...tante che tre italiani sono rimasti ustionati....la tattica e' sempre quella, colpire paesi alleati degli occidentali dove la presenza di quest'ultimi e' massiccia...Il turismo in egitto e' fonte di enorme ricchezza, si viaggia li'a poco prezzo e si vedono posti bellissimi...queli saranno gli sviluppi di questo attentato??Chi ha prenotato un viaggio a SHARM ci andra' ancora???
Chavez: "Aznar peggio di Hitler"
L'accusa del presidente venezuelano
Per il presidente venezuelano Hugo Chavez, l'ex premier spagnolo è peggio del Fuhrer: "Hitler, la razza perfetta, la razza pura! Hitler non arriva a livello di José Maria Aznar" ha detto. Chavez ha voluto rendere la pariglia ad Aznar che lo aveva criticato per il suo "asse d'amicizia" con il leader cubano Fidel Castro e per aver dichiarato sui poveri: "Dimenticati di loro, sono condannati a scomparire".
Chavez si è risentito per la critica alla sua vicinanza a Castro, definita "negativa per l'America Latina". Parlando alla Radio nazionale venezuelana, Chavez ha ricordato come Aznar abbia invitato il Venezuela a salire sul "treno" dei potenti, dimenticandosi dei poveri e degli oppressi. "Vieni nel primo mondo, ti daremo il sostegno del Fondo montario internazionale, la stampa mondiale e quello che vuoi - ha affermato, ricordando le parole di Aznar - Però ti devi allontanare da Fidel, lasciar andare Cuba".
In passato, dopo le sanzioni europee contro Cuba sostenute da Spagna e Italia, Aznar era stato paragonato al Fuhrer anche dallo stesso Fidel Castro.
Storie da Bagdad....
Qual'e' la cosa per cui impazziscono di piu' i ragazzini iracheni...il calcio!!Conoscono tutte le nostre squadra,dal Milan al Chievo....
Guardano i gol di Del Piero e le magie di Totti, e scelgono per chi tifare...
Gli piace giocare, e certe volte ci provano sulla strada...
SOno come noi, fanno faville per una magia del Pupone!!

Saddam in mutande nella sua cella
The Sun pubblica foto dell'ex tiranno
E' stato uno dei tiranni più sanguinari e temuti del mondo, ora però Saddam Hussein attende il giudizio in una prigione segreta in Iraq. Ma lo attende da uomo qualunque, con le sue manie e i suoi gesti rituali. Come ad esempio ripiegarsi i vestiti prima di coricarsi. Il quotidiano The Sun ha svelato questi lati umani dell'ex dittatore con un esclusivo servizio fotografico.
Sembra passato un secolo da quanto Saddam, dalla tv nazionale, con gesti arroganti invitava il suo popolo a resistere dinnanzi al "nemico invasore", gli Stati Uniti. Ora quello stesso uomo si ritrova in mutande davanti a un obiettivo fotografico.
C'è da domandarsi se sia lecito o no pubblicare queste foto, che degradano la dignità della persona. E' anche vero che "umanizzare" quello che è stato per decenni la guida sanguinaria e temuta da un intero popolo potrebbe aiutare il nuovo governo e le sue forze dell'ordine a sconfiggere i gruppi terroristici che ancora mietono vittime in tutto il Paese. Di sicuro il servizio del Sun scatenerà la solita marea di polemiche-
www.tgcom.it
18 Maggio 2005
Un comico a capo del WTO?

Pubblico il comunicato stampa realizzato da alcune delle principali associazioni del terzo settore per proporre la mia candidatura a Direttore Generale del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio).
WTO: METTIAMO UN GRILLO NELLA TESTA DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE!
Beppe Grillo alla carica di direttore generale della WTO, la nostra alternativa all'ultraliberista Pascal Lamy.
Roma, 17 maggio 2005 - Il 26 e 27 maggio i rappresentanti dei 148 paesi membri dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto in inglese) si riuniranno nella sede di Ginevra per nominare il prossimo Direttore generale dell’organizzazione maggiormente responsabile della svendita al mercato dei servizi pubblici essenziali, della liberalizzazione e privatizzazione dell’acqua, della trasformazione dell’agricoltura e del cibo da diritto umano in merce.
Tradewatch, l’Osservatorio italiano sul commercio internazionale promosso da Campagna Riforma Banca Mondiale, Crocevia, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Gruppo d'Appoggio al Movimento contadino dell'Africa occidentale, Mani Tese, Rete Lilliput e Roba dell'Altro mondo fair trade, con l’ARCI e Legambiente hanno individuato il loro candidato ideale.
Alla guida della WTO vogliamo una persona in grado di trasformarla nell’organizzazione mondiale dell’ambiente, dei diritti sociali e del commercio giusto, fissando regole vincolanti che subordinino il libero mercato alla qualità, alla difesa dell’ambiente e degli interessi delle comunità locali, alla promozione di uno sviluppo sostenibile con un riguardo particolare ai Paesi poveri, liberato dall’ossessione di proteggere gli interessi e i profitti di poche multinazionali.
Dopo la nomina di Paul Wolfowitz - di certo non un filantropo pacifista - a capo della Banca mondiale, istituzione che dovrebbe aiutare i poveri del pianeta, sembra ormai deciso che alla guida della WTO debba andare Pascal Lamy. E' l’ex commissario europeo al Commercio, il principale responsabile del fallimento dei negoziati al vertice ministeriale del WTO che si è tenuto a Cancun nel settembre 2003. Fallimento dovuto alla testardaggine dell’Unione Europea, che non ha voluto ascoltare le richieste dei Paesi del Sud del mondo. Lamy è anche lo stesso che diceva di non volere aprire il “mercato” europeo dell’acqua e della fornitura dei servizi idrici alla concorrenza estera, mentre nello stesso tempo chiedeva a molti dei paesi più poveri del pianeta di aprirsi alle multinazionali Europee.
Questo mondo non e’ in vendita, e va governato collettivamente, non da poche lobby affaristiche che influenzano segretamente i negoziatori senza considerare gli interessi di miliardi di persone. Un Direttore Generale illuminato, ambientalista e democratico potrebbe finalmente riconoscere che il commercio non può prescindere dal rispetto e la tutela dei diritti umani, sociali, dei lavoratori e dell’ambiente. Che il Wto deve essere sottoposto ad un controllo esterno democratico e rispettare le decisioni delle agenzie specializzate dell’ONU che si occupano di queste stesse tematiche. Come primo passo, sarebbe necessario far entrare trasparenza e democrazia nelle stesse stanze del Wto, per fare in modo che nei momenti cruciali i rappresentanti dei paesi poveri non siano più esclusi ma siano finalmente ascoltati.
E’ giunto il momento di iniziare a parlare di esclusione di alcuni servizi essenziali, quali l’educazione, la salute e l’acqua dai negoziati commerciali, così come le questioni agricole non possono obbedire solamente ad una logica di puro commercio che distrugge i mercati locali in nome del “grande è bello”.
Nel corso degli anni, Beppe Grillo ha ampiamente dimostrato la propria attenzione e competenza riguardo all’ambiente, ai problemi economici e finanziari, alle innovazioni in economia, alle politiche di consumo critico.
In un club di ossessionati dal libero commercio c’e’ bisogno di un comico per tornare ad essere seri e guardare lontano per proteggere l’ambiente ed i diritti fondamentali di tutti sull' unico pianeta che abbiamo.
Per maggiori informazioni sul Wto ed il commercio internazionale: www.tradewatch.it
Ore 17.30 aggiornamento di Beppe Grillo:
Sono felice di questa provocazione da parte di queste associazioni che ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle Organizzazioni Internazionali, che cambiano la vita a miliardi di persone e rimangono enti semisconosciuti.
Dagospia.it
Un’altra spia che tutto il santuario dei poteri forti sia in procinto di saltare aria arriva dalle parti di Berlusconi. Carico di 4 miliardi euro, dopo la vendita del 17% di Mediaset, sulla scrivania di Palazzo Grazioli e sul comodino di Villa Macherio, troneggiano non solo i dossier Endemol, Telecom, Poste Italiane: corre voce – vedi “Il Mondo” del 29 aprile - che nei suoi pensieri notturni il Cavaliere insegua il sogno di passare dalla cassa alla Storia, con la esse maiuscola, come il vero erede dell’Avvocato.
E’ ricorrente infatti (per informazioni chiedere alla studio Tremonti) la visione di far sua la più importante industria italiana (del secolo scorso): la Fiat. Vedrebbe così coronato il sogno di salvare l’italianità della casa del Lingotto, a dispetto di quanto predica Montezemolo che si appresta a firmare un bilancio disastroso, quindi agli occhi degli elettori diventerebbe il Salvatore della Patria e di migliaia di stipendi di operai “esuberanti” – una mossa che in vista dell’imminente campagna elettorale avrebbe un peso massiccio.
La Cina e' 'sincera' nella ricerca di un dialogo col Vaticano che porti a stabilire relazioni diplomatiche.Lo ha detto il portavoce del governo cinese Kong Quan. Parlando a Pechino, Kong ha ricordato che Pechino chiede al Vaticano di riconoscere che Taiwan e' 'parte integrante' della Cina. Il quotidiano americano 'The International Herald Tribune' ha scritto che la Cina ed il Vaticano 'stanno lavorando' allo stabilimento di relazioni diplomatiche. PV (Riproduzione Riservata)
Uzbekistan:
La situazione rimane instabile, nella citta' di Andijan e' difficile entrare....Ma nelle altre citta', si vive tranquillamente, l'economia continua e le persone vivono abbastanza bene...
Non esageriamo con le news catastrofiche....
Un mare di dollari. Falsi e strani
di Maurizio Blondet
- www.effedieffe.com
Una storia stranissima. La polizia delle Filippine (National Bureau of Investigation, NBI) ha arrestato due cittadini britannici che stavano per spedire – tenetevi forte – 3 miliardi di dollari falsi. E non si tratta delle comuni banconote, ma di US Federal Reserve Negotiable Certificates, ossia moneta vera e propria della Banca Centrale, in gergo “bearer bonds” (1).
Come ha spiegato il direttore dell’NBI Reynaldo Wycoco, i due arrestati – Paul E.J. Flavell e Sam Beany – sono stati presi sulla base di una segnalazione, il 14 aprile scorso, mentre consegnavano grosse scatole con costole di metallo alla DHL (lo spedizioniere globale) perché fossero recapitate a Zurigo. All’interno, i pacchi di banconote false.
I due hanno pagato con carta di credito (sic), e non hanno opposto resistenza. La polizia filippina sta ora ricercando altri due sospetti, anch’essi di nazionalità britannica, Seki Mehmet Bayram e Peter Whittkamp.
I due arrestati sono stati rilasciati su cauzione.
Strano. Ancora più strano che i cosiddetti “grandi” media americani ed europei non abbiano fatto parola di questo evento.
Tre mila miliardi di dollari falsi sono una cifra enorme, ad occhio e croce il triplo del Pil italiano, e la loro diffusione sui mercati monetari mondiali poteva provocare una catastrofe finanziaria. Ancora più strana la spedizione verso Zurigo. A che scopo?
I falsari, di solito, spacciano le loro banconote diffondendole alla spicciolata in negozi e casinò, e attraverso una catena di “passaggi” più vasta possibile, alcuni dei quali complici volontari che pagano una quota del valore facciale delle monete.
La spedizione a Zurigo invece, e il grosso taglio delle contraffazioni, fa pensare che la destinazione fosse una banca.
A che scopo?
La comparsa di 3 trilioni – a meno che non si tratti di un errore di stampa del giornale filippino - nell’economia Usa può provocare un’inflazione esplosiva.
Chi disponesse di una tale cifra e fosse disposto a “perderla” (cosa non poi tanto importante, se le monete sono false) può far crollare
la Borsa
di Wall Street.
La presentazione di 3 trilioni di certificati della Federal Reserve all’incasso, attraverso banche di Zurigo, potrebbe per assurdo obbligare
la Fed
a chiudere lo sportello, perché nemmeno
la Banca Centrale
Usa ha a disposizione contante o oro sufficiente a pagare una tale cifra.
Chi ha interesse allo tsunami finanziario che ne seguirebbe?
Una delle risposte che corrono su internet è:
la Casa Bianca
(2). L’Amministrazione Bush ha bisogno di una “attacco terroristico” per giustificare la prossima invasione dell’Iran, e l’operazione-catastrofe organizzata con l’anonimato di banche svizzere sarebbe l’ideale per accusare poi l’Iran del disastro economico americano.
Chi sostiene questa ipotesi fa notare che vigono in Usa “ordini esecutivi” della FEMA (l’agenzia di protezione civile per catastrofi) che consentono al Presidente di sospendere
la Costituzione
in caso di crisi economica acuta.
Ciò spiegherebbe anche il silenzio dei “grandi” media, avendo l’arresto dei due britannici mandato all’aria il progetto.
A chi scrive viene in mente un’altra ipotesi: forse il sistema bancario internazionale (che ha uno dei suoi cuori in Svizzera) è tanto svuotato e fallimentare da dover ricorrere allo spaccio di moneta falsa per continuare a far funzionare il grande Casinò Globale.
Forse si tratta di nascondere falsi di un disastro già avvenuto a causa dei “derivati”? Il taglio delle note sembra indicare un impiego interbancario.
O sono possibili altre ipotesi? Aspetto suggerimenti dai lettori.
Una storia stranissima. La polizia delle Filippine (National Bureau of Investigation, NBI) ha arrestato due cittadini britannici che stavano per spedire – tenetevi forte – 3 miliardi di dollari falsi. E non si tratta delle comuni banconote, ma di US Federal Reserve Negotiable Certificates, ossia moneta vera e propria della Banca Centrale, in gergo “bearer bonds” (1). Come ha spiegato il direttore dell’NBI Reynaldo Wycoco, i due arrestati – Paul E.J. Flavell e Sam Beany – sono stati presi sulla base di una segnalazione, il 14 aprile scorso, mentre consegnavano grosse scatole con costole di metallo alla DHL (lo spedizioniere globale) perché fossero recapitate a Zurigo. All’interno, i pacchi di banconote false. I due hanno pagato con carta di credito (sic), e non hanno opposto resistenza. La polizia filippina sta ora ricercando altri due sospetti, anch’essi di nazionalità britannica, Seki Mehmet Bayram e Peter Whittkamp.